mercoledì 10 ottobre 2018
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Sviluppo dell’energia nucleare in Italia

nucleare

Parliamo della storia dell’energia nucleare nel nostro paese, una storia davvero lunga e non priva di dibattiti e scontri politici.

La nascita di questa storia è da far risalire tra gli altri anche ad Enrico Fermi che lavorò – come sappiamo – in America a partire dal 1934, e nel 1939 scoprì il processo di fissione dell’uranio comprendendo che questo poteva liberare energia in maniera controllata o non controllabile per finalità belliche. In Italia la storia del nucleare termina con il referendum del 1987 che sulla scia di Chernobyl fece votare contro il nucleare la maggioranza di chi si recò alle urne in quell’anno bloccando di fatto investimenti ed i progetti allora in corso.

In 17 anni – dal 1946 al 1963 – alcune importanti società private tra cui Edison, Eni e Fiat avviarono una serie di produzioni di energia elettronucleare e l’Italia all’inizio degli anni 60 era al terzo posto sullo scacchiere mondiale per produzione di energia nucleare, nel 1975 il Governo italiano varò il primo piano energetico nazionale che comprendeva la costruzione di venti impianti elettronucleari.

In Italia però esistevano già degli impianti. Esattamente a : Latina, Garigliano e Trino e con il piano energetico si cominciò a costruirne altre due a Caorso e Montalto di Castro con un secondo reattore nella centrale di Trino.

Il post referendum e le ragioni del no al nucleare:

La votazione referendaria come abbiamo detto fu influenzata notevolmente dal disastro nucleare più grande della storia dell’umanità avvenuto l’anno prima a Chernobyl, ma il referendum non vietava in modo esplicito la costruzione di nuove centrali anzi si limitava all’abolizione di talune norme che imponevano agli enti locali la costruzione di opporsi alla costruzione di centrali elettronucleari. Avvenne che chiusero poco dopo le centrali nucleari e anche i cantieri per la costruzione di nuovi impianti. Chi si oppone all’energia nucleare adduce ad una serie di ragioni contrapposte a coloro che invece la accettano e la svilupperebbero anche su suolo italiano.

I primi sostengono che la sicurezza non sempre possa essere controllata e anche che in effetti il problema delle scorie resta sempre una questione insoluta anche con meccanismi di protezione avanzati. Invece coloro che sfrutterebbero questa energia prodotta dal nucleare sostengono che il petrolio è un materiale che va via via scomparendo e che una valida alternativa sia proprio questa senza avere legami con altri paesi e quindi una dipendenza da questi.

Quindi il dibattito resta aperto sull’energia nucleare anche successivamente ad un secondo referendum.

 




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