mercoledì 23 maggio 2018
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Impianto geotermico e dati dell’EGEC

geotermicoLa sigla EGEC sta ad indicare:

  • Consiglio
  • Europeo
  • per l’Energia
  • Geotermica

E di recente questo Istituto ha presentato i dati relativi all’anno 2016 sulla geotermia dimostrando che sono 102 le centrali geotermiche che operano attivamente in Europa.

La capacità installata totale arriva a circa 2,5 GWe, di cui 1 GWe lo si reperisce all’interno di Paesi che rientrano nell’Area EU.

Impianto Geotermico, Dati e Prospettive Europee

La potenza prodotta al 2016 è capace di garantire a livello complessivo, una produzione elettrica annuale proveniente da geotermia di circa 15 TWh, con una previsione che è in crescita, visto che il dato “strizza l’occhio” alla rapida crescita della Turchia, la capacità installata totale in Europa dovrebbe secondo tale prospettiva arrivare a raggiungere i 3GWe nel 2020.

I Paesi con maggiore produzione Geotermica e le misure in Europa

I dati UE sono rassicuranti e aprono spiragli importanti sul futuro di questa energia, ma i Paesi che hanno maggiormente prodotto energia proveniente dal comparto geotermico a tutt’oggi nel mondo sono i seguenti:

  • Stati Uniti
  • Filippine
  • Indonesia
  • Messico
  • Kenya

Ma vi è anche da sottolineare un fattore che potrà determinare un potenziale rinnovamento ampliando le possibilità geotermiche in Europa, questo fattore è quello proveniente dalle risorse geotermiche definite come “non convenzionali” ad esempio quelle supercritiche, magmatiche o offshore ivi compresi i cosiddetti EGS sigla che sta per: Enhanced Geothermal Systems.

L’Unione Europea in tal senso all’interno del Programma di attuazione di recente approvato sulla Roadmap Deep Geothermal avanza delle ipotesi connesse alla decarbonizzazione a lungo termine e a condizione che gli EGS siano impiegati su larga scala, la produzione derivante da un impianto geotermico o da molti impianti possa avvicinarsi a quota 540 TWh nel 2050 andando a coprire così circa il 12,5% della domanda mondiale di elettricità dei Paesi UE e limitrofi, questo comporterebbe l’impiego del solo 20% circa del potenziale geotermico disponibile.

 




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