venerdì 6 luglio 2018
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Geotermica: Le misure Europee e le difficoltà

energia-geotermicaL’Europa ha un Programma di attuazione di cui abbiamo parlato anche recentemente, tale programma è da riferirsi al comparto della geotermica o geotermia e va ad individuare 8 attività suddivise in:

A: ricerca

B: innovazione tecnologica

In aggiunta nel Programma Europeo vi sono da considerare 2 barriere non tecnologiche e altri 2 temi trasversali sui quali è importante che la UE concentri i suoi sforzi se intende garantire uno sviluppo sostenibile alla geotermia nell’Area Europea.

Il ruolo del documento SET-Plan Temporary Working Group – Deep Geothermal Implementation Plan

È bene citare alcune voci inerenti il Programma Europeo sulla geotermia:

1. uso del calore geotermico nelle aree urbane

2. materiali, metodi e attrezzature per migliorare l’operatività delle infrastrutture e degli sistemi geotermici

3. tecniche di esplorazione

4. tecniche avanzate di perforazione

5. integrazione di energia geotermica nel sistema energetico e flessibilità della rete

In aggiunta è bene ricordare che gli ostacoli sulla via si presentano anche sotto la forma del problema connesso alle barriere non tecnologiche che si sono evidenziate una di queste è quella relativa alla necessità di un accettazione sociale di questo sviluppo (necessario come noto) e la seconda riguarda invece la attenuazione degli effetti indesiderati non richiesti.

Le priorità dell’Europa sulla geotermia

Queste si concentrano e investono sugli impianti a zero emissioni e sull’accettabilità sociale della coltivazione geotermica, cambiare il modo di osservare il problema nelle fonti rinnovabili non significa imporsi me promuovere la sostenibilità perché è da questa che dipende la vita stessa.

Invece per il tema degli impianti a emissioni zero la concentrazione viene rivolta verso lo sviluppo di centrali geotermiche e sistemi di cattura, stoccaggio e re-iniezione della CO2 internamente a dei bacini geotermici che per loro natura, sono caratterizzati da alti contenuti di anidride carbonica. Le risorse da investire in questo secondo obiettivo sono pari a 123,4 milioni di euro, e riguardano l’R&I ovvero un progetto industriale pilota da 5 MWe.




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