venerdì 6 luglio 2018
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Energia sostenibile e piante, le novità

plant-eProdurre energia sostenibile ed elettrica dalle piante, i progetti in tal senso sono molti, uno di questi è quello denominato Plant-E.

Piante che producono energia? Un obiettivo certamente importante, per tale ragione oggi il nostro focus è su un energia sostenibile derivante dalle piante. La notizia viene direttamente dal sito Ambientebio, ove si parla spesso di ricerche e scoperte che hanno il fine di arrivare ad un energia del tutto pulita e che abbia un impatto zero sull’ambiente.

Energia sostenibile, cos’è Plant-e

Si tratta di un progetto messo in piedi da una startup fondata nel 2009 da Marjolein Helder e David Strick, entrambi facenti parte del dipartimento di tecnologia ambientale dell’Università di Wageningen (che ha sede in Olanda).

L’obiettivo del progetto è quello di far diventare le piante delle potenziali fonti dirette in grado di generare energia pulita.

Questa tecnologia ha ricevuto il Premio Pionieri Tecnologici al WEF (World Economic Forum) nel 2015, e il progetto è quello che segue, illustrato nei dettagli:

La tecnologia che sta alla base di questo progetto viene definita come: Plant-Microbial Fuel Cell, il nome indica uno specifico sistema che sfrutta la fotosintesi clorofilliana.

Suddividendo per “step” il processo ecco cosa esce da tale progetto:

  1. Durante la fase di fotosintesi vengono prodotte delle sostanze organiche utili al nutrimento del vegetale. Non tutti i nutrienti vengono però impiegati dalla pianta.
  2. Gli elementi non utilizzati, considerabili anche come “eccesso”, vengono rilasciati, attraverso le radici, nel terreno circostante
  3. Una volta arrivati a questo punto i microrganismi presenti nel suolo, (alimentati dalle sostanze nutritive delle piante) rilasciano elettroni.
  4. I ricercatori hanno posizionato un elettrodo accanto alle radici facendo in modo di trasformare l’energia prodotta dalla differenza di potenziale in elettricità impiegabile per le persone.

Le caratteristiche che emergono da tale approccio sono l’assenza di invasività e il massimo del rispetto per la pianta stessa, si tratta di un progetto che se portato avanti potrà sviluppare un modo nuovo di alimentare anche a livello domestico le abitazioni, certo manca il suo sviluppo, si parla infatti ancora di progetto.




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