martedì 9 ottobre 2018
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Energia nucleare, vecchie paure e futuro incerto

centrale-nucleareNovembre 1987, l’Italia dice no al nucleare; una data storica che ancora oggi fa notizia. Mentre nel bel paese si discute ancora se sia stata una scelta giusta o una occasione mancata il resto del mondo non sta a dormire.

Al momento sulla terra si contano ben 435 reattori nucleari attivi presenti in 31 nazioni su 4 continenti, altre 63 sono in costruzione e 154 in fase di progettazione. Le 14 nazioni più ricche e tutti i membri del G8 producono oggi energia elettrica da fonte nucleare tranne l’Italia. Siamo però degli importatori dalle vicine (anche troppo) Svizzera, Slovenia e Francia. Se è vero che a partire dal lontano 1980 dopo un referendum la Svezia seguita dopo molti anni da Olanda, Germania, Belgio ed infine Spagna hanno deciso di abbandonare tale tecnologia a conti fatti nonostante le promesse rimaniamo gli unici ad aver attuato tale scelta radicale.

Il cosiddetto “Rinascimento nucleare” (2005-2011) è un dietro front dei sopracitati paesi, le delibere annullate da Svezia. Spagna e Paesi Bassi che hanno addirittura annunciato la realizzazione di un nuovo reattore, sono la prova del fallimento del fronte del no al nucleare e dell’inutilità dei referendum popolari. I paesi che hanno iniziato a generare energia da reattori sono passati da 4 a 10 e quelli che stanno pensando a farlo sono saliti da 30 a 45.

I 4 distinti incidenti alla centrale di Fukushima nel 2011 a seguito del terremoto e maremoto dell’11 marzo hanno fatto del Giappone l’unico paese extraeuropeo a fare un passo indietro, tanto che nello stesso anno ha annunciato l’abbandono del progetto di ben 14 nuove installazioni.

Secondo le ultime stime dal 2010 al 2017 ci sarà un aumento di energia nucleare del 18%; ad oggi ne produciamo 2.500 Twh che passeranno a 4000 Twh nel 2030 fino a 10.400 Twh nel 2055; anche se sono stime ottimistiche bisognerà valutare i pro e i contro.

Si parla del dimezzamento delle emissioni di anidride carbonica entro il 2050, ma quanto questa incoraggiante notizia pesa sul piatto della bilancia se la controparte sono migliaia tonnellate di rifiuti spesso senza una dimora e con una tecnologia per riciclarlo quasi inesistente? Timidi passi in tal senso sono stati fatti dalla cooperazione fra Cina e Giappone. La China National Nuclear Corporation (CNNC) e la francese Areva inizieranno nel 2020 la costruzione della prima centrale nucleare con integrato un sistema di riciclo di massa delle scorie, il progetto che dovrebbe essere completato nel 2030 sarà il primo del suo genere.

S.C.Campione




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