sabato 21 aprile 2018
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Biomasse in italia, ecco la situazione attuale

biomasseLe biomasse in Italia sono sempre più usate per il riscaldamento dell’ambiente e di acqua calda sanitaria. Ma partiamo dall’inizio. Spesso abbiamo delle difficoltà nel definire, in maniera appropriata e più specifica possibile, il termine biomasse. Per farla semplice, sono tutti quei materiali, generalmente scarti agricoli e di origine biologica, come ad esempio, pezzi di legna, residui alimentari o rifiuti umidi urbani. Successivamente alla raccolta, vengono modificati attraverso tecniche e procedimenti stabiliti, per poi essere sfruttati come combustili per la produzione, industriale e domestica, di energia elettrica e termica. Il processo generato, anche se con finalità d’utilizzo molto differenti, serve, in primo luogo, per tre ambiti ben distinti, ma comunque, in un certo modo, accomunati tra loro: i carburanti biologici, tra i quali citiamo bioetanolo, biodiesel, idrocarburi sintetici e oli vegetali, vengono ottenuti attraverso il procedimento della spremitura e della fermentazione dei materiali o dopo una serie attentaf di azioni chimiche; l’energia cosiddetta termica, sempre più in voga nelle case italiane, è quella ideale per il riscaldamento degli ambienti e si ottiene naturalmente bruciando legna o in alcuni casi pellett in caldaie costruite apposta per tale genere di combustione; il biogas, variante industriale delle diverse fasi della digestione anaerobica delle biomasse, è prodotto mediante liquami animali o rifiuti agroindustriali. Alternativa, quasi fuori dal comune, è l’energia, catalogata come di nuova generazione, derivante dal grano è denominata etanolo.

Vantaggi e svantaggi biomasse

Ok la produzione di energia elettrica, di riscaldamento per le abitazioni e di bio-carburanti, ma quali sono i vantaggi e gli svantaggi dello sfruttamento delle biomasse in Italia? Il primo punto da analizzare è, senza dubbio, quella della carente presenza di spazi adatti per la coltivazione dei materiali di cui, invece, c’è sempre maggior richiesta sul mercato. Sarebbe quanto mai impensabile, andare a prendere il posto dell’agricoltura per la produzione di verdure, ortaggi ed alimenti in genere. Ma fatto sta, che prima o poi, si debba affrontare questo “compromesso”, in quanto le biomasse non sono sempre disponibili.

I rischi per l’ambiente

Per quanto riguarda l’aspetto prettamente ambientale, che ci interessa maggiormente, viste le emergenze ecologico-sanitarie, che nel nostro paese, siamo costretti a vivere ogni giorno, possiamo tranquillamente affermare che le biomasse in Italia sono tra le fonti di energia con il minor rischio di impatto sul territorio circostante. La produzione è “clean”, totalmente a salvaguardia dell’atmosfera e di conseguenza anche dell’uomo, e a seguito, sono pochissimi i residui rilasciati, che possono essere definiti inquinanti. Ciò nonostante, però, è buona norma saperne fare un uso parsimonioso ed intelligente. Infatti, come una sorta di teorema, è bene ricordare che, se esiste solo un impianto, in una determinata zona, che produce energia derivante da biomasse, tutto si concentrerà in un unico punto, adeguatamente circoscritto; d’altro canto, invece, se saranno più d’uno, allora qualche rischio potremmo correrlo. Il tutto, però, sempre al di sotto della soglia di allarme, in quanto, le concentrazioni di polveri sottili saranno minime, quasi nulle.




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