lunedì 8 ottobre 2018
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Il Biometano e il suo sviluppo, ecco le novità

biometano carburanteIn Italia è notizia recente, quella dell’approvazione dei decreti (data 2 Marzo 2018) che intendono promuovere l’impiego del biometano nel settore dei trasporti e vogliono anche, questo di fatto è l’obiettivo, agevolare le aziende che consumano grandi quantità di gas naturale.

Tra le voci che hanno risposto a questa firma del decreto in oggetto, è bene menzionare quella di Massimo Cementero che è il direttore del Consorzio Italiano Compostatori, Cementero ha rilasciato la seguente dichiarazione:

il decreto permetterà all’Italia di investire in un prodotto innovativo come il biometano, le nostre aziende da tempo sono pronte e adesso possono iniziare a produrlo e a commercializzarlo“.

Ma i costi?

Gli investimenti?

Nel quadriennio 2018-2022 per la produzione di biometano verranno stanziati 4,7 miliardi di euro,

Il CIC stima che se tutto l’umido venisse riciclato in impianti che si dedichino a questo obiettivo, il quantitativo di biometano che si potrebbe ottenere sarebbe più che sufficiente ad alimentare i mezzi destinati alla raccolta dei rifiuti urbani solidi prodotti.

Interessanti prospettive si stagliano quindi da oggi in avanti e per i prossimi anni rispetto al campo del riciclo e della riconversione ad energie disponibili, anche per quanto riguarda appunto il biometano.

La raccolta dell’organico per la produzione di biometano

Concentrare delle risorse su questo aspetto significa far si che questa diventi una risorsa preziosa per la produzione di biometano. Per comprendere basta un solo dato, dall’umido rispetto alla raccolta differenziata dei singoli e delle famiglie italiane, si può produrre biometano occorrente a percorrere 100 km, invece 6 sono i miliardi se il calcolo viene effettuato sull’intera popolazione italiana (i numeri parlano di 60 milioni).

Ma a cosa si riferisce la cifra di 6 miliardi?

A circa 600mila macchine che potrebbero viaggiare grazie al carburante che è una valida alternativa ai combustibili maggiormente inquinanti.

I dati sono quelli che ha fornito l’Adnkronos, e parlano di potenzialità del rifiuto organico per la produzione del biocarburante.




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